Controllo sanitario per i Soci CRI, ecco tutte le informazioni

Controllo sanitario volontari CRI La Spezia

Come previsto dallo Statuto del Comitato di Croce Rossa della Spezia ogni Socio ha diritto ad un periodico accertamento sanitario in funzione delle attività svolte e nel rispetto della normativa vigente.

Il Comitato CRI, quindi, senza spese a carico del Socio effettuerà il previsto controllo sanitario all’ambulatorio CRI di Stradone D’Oria 131 alla Spezia, per il tramite di Medici CRI.

Il controllo sanitario, nel rispetto di tutte le normative in materia di trattamento dei dati personali e sanitari della persona, consiste in una raccolta anamnestica e in un esame obiettivo della durata media di 20 minuti. Particolare attenzione sarà rivolta a:

• patologie correlabili agli scenari di rischio;

• patologie che possano controindicare l’esposizione al rischio ergonomico o di movimentazione manuale di carichi;

• abitudini di vita che possano costituire cofattori di rischio all’attività lavorativa (alcoolismo, tossicodipendenze);

• situazioni di stress lavoro-correlato;

• stato di gravidanza.

Al termine del controllo sanitario, il medico rilascerà un’attestazione (dalla validità quinquennale) sulla valutazione della capacità generica del soggetto allo svolgimento dell’attività di volontariato.

Entro l’anno 2018, dunque, i Soci CRI dovranno sottoporsi al controllo sanitario. Per svolgerlo è sufficiente presentarsi direttamente all’Ufficio Soci, o anche contattarlo al numero 0187 702121, e in base al calendario visite predisposto con i Medici CRI si potrà effettuare la prenotazione scegliendo la data e l’orario più adatto alle proprie esigenze.

Si prega di portare al controllo eventuale documentazione sanitaria di cui si è in possesso, tra cui:

• esami ematochimici di laboratorio con data di esecuzione non superiore a sei mesi;

• esami, certificazioni, referti di eventuali patologie e/o problematiche sanitarie importanti.

Per ulteriori informazioni si può contattare il Delegato Area Salute Mauro Olivieri, al numero 3386987667 o alla mail laspezia.salute@liguria.cri.it.

Raccolti 21 quintali di generi alimentari per i più poveri, De Angelis: "Grazie a chi ci ha aiutato ad aiutare"

Raccolta alimentare poveri Croce Rossa La Spezia

Ha riscosso un grande successo la raccolta alimentare organizzata dai volontari del Comitato di Croce Rossa della Spezia sabato scorso, al centro commerciale Le Terrazze. Il risultato, infatti, è stato al di sopra delle aspettative: sono stati raccolti circa 21 quintali di generi alimentari, generosamente offerti dai clienti del supermercato Ipercoop. 

Alla fine della giornata sono stati donati alla Croce Rossa, tra gli altri, ben 347 kg di pasta, 209 kg di biscotti, 160 kg di farina, 158 kg di riso, 366 litri di latte a lunga conservazione, 276 scatolette di tonno, 180 confezioni di omogeneizzati e 151 di merendine, oltre anche a 17 confezioni di pannolini e 53 flaconi di bagnoschiuma (ma la lista è molto più lunga). 

Tutto il materiale raccolto verrà utilizzato nell’attività di sostegno agli indigenti del centro distribuzione viveri della Croce Rossa in via Bologna 104, a Mazzetta. Il centro è aperto due giorni alla settimana, dalle 14.00 allle 18.00: il martedì vengono distribuiti vestiti, materiale didattico e giocattoli per i bambini, mentre il giovedì è dedicato alla distribuzione di pacchi alimentari alle fasce più povere della popolazione (i volontari, inoltre, offrono anche un servizio di ascolto per le persone che si trovano in condizione di necessità). 

Grazie a tutte le persone che con una donazione ci hanno aiutato ad aiutare i più bisognosi – commenta il presidente del Comitato Luigi De Angelis – E grazie anche ai nostri volontari, che con impegno e passione hanno organizzato la raccolta. L’ottimo risultato darà una marcia in più al nostro centro in via Bologna”.

Prevenzione droghe, Giorgia Benusiglio emoziona cittadini e studenti nei due incontri organizzati dai Giovani CRI

Riflessione e commozione. Ha toccato i cuori dei partecipanti agli incontri in Sala Dante e al Teatro Civico Giorgia Benusiglio, salvata nel 1999, a soli diciassette anni, con un trapianto di fegato dopo aver assunto mezza pastiglia di ecstasy. 

Giorgia da circa undici anni ha deciso di trasformare quella tragica esperienza in una lezione per gli altri, soprattutto per i più giovani, girando tutta l’Italia per fare attività di prevenzione dell’uso di droghe. Nel 2010 ha anche scritto un libro educativo-formativo, “Vuoi trasgredire? Non farti!”, giunto oggi all’ottava ristampa, letto in molte scuole e tradotto in diverse lingue, che racconta la sua storia anche con il punto di vista di genitori, professori e medici. 

Domenica sera in Sala Dante, grazie all’organizzazione dei Giovani del nostro Comitato, Giorgia ha tenuto un incontro con la cittadinanza, mentre lunedì al Teatro Civico ha incontrato 600 studenti degli istituti superiori della Spezia. “Era il lontano ’99 e assunsi mezza pastiglia di ectsasy: nel giro di una settimana mi ritrovai con il fegato in necrosi, mi presero letteralmente per i capelli, avevo solamente sei ore di vita – ha raccontato Giorgia nelle due occasioni – Pensate che il mio è stato il primo caso in Italia a superare un’epatite tossica fulminante da ecstasy e il secondo in tutto il mondo. I medici non sapevano come comportarsi e decisero quindi di fare un trapianto che durò diciassette ore. Da lì ovviamente la mia vita è totalmente cambiata: da ragazza normale sono diventata una paziente, e lo sarò per il resto della mia vita”. 

Sia comuni cittadini che studenti e insegnanti delle scuole spezzine hanno particolarmente apprezzato il suo racconto, diretto, sincero, emozionante e senza filtri. Numerose le domande poste a Giorgia da genitori e ragazzi alla fine dei due incontri: dalla pericolosità dei nuovi tipi di stupefacenti oggi sul mercato al modo migliore per trattare simili argomenti con i propri figli. “Che cosa mi ha spinto a fare a questa attività di prevenzione? Sicuramente trasformare un evento negativo in qualcosa di positivo, non solo per me stessa ma anche per gli altri – ha risposto – E poi perché io all’epoca non ho avuto quella corretta informazione che a suo tempo avrebbe potuto fare la differenza. Ad oggi tutti sanno che la droga fa male, ma pochi, pochissimi sanno che può bastare anche solo una singola assunzione per morire”.



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